Novembre 30, 2021

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Trieste è il nuovo hotspot italiano nella politica epidemica

Trieste non è esattamente il centro dell’Italia. La città è così a nord-est del paese che è già l’Europa centrale. Tuttavia, nelle ultime settimane, questo è stato improvvisamente nella mente degli italiani. Nello stesso contesto di sempre, è passato un giorno in cui non è stata menzionata nel telegiornale della sera. Trieste è diventata la capitale dei centri di certificazione e resistenza ai vaccini “No Pass” e “No Vox”. Meravigliosa Piazza dell’Unità d’Italia la loro piattaforma, la loro vetrina.

I principali motori della lotta furono inizialmente i lavoratori portuali. Hanno minacciato di chiudere il centro logistico nel commercio internazionale se il governo non avesse ritirato il “pass verde” valido per i lavoratori in tutti gli uffici e le aziende dal 15 ottobre. Anche questo non venne, e l’assedio non fu completato, e l’equipaggio del traghetto si ritirò. Ma le manifestazioni sono continuate. Migliaia di persone sono venute anche da altre parti d’Italia, una folla eterogenea senza alcun senso di distanza o che indossava maschere. Finché è troppo per il sindaco, non è sorprendente.

Nella notte, Trieste è diventata il focolaio dell’epidemia a causa delle proteste. Da nessuna parte in Italia il virus corona si diffonde più velocemente che nel Nordest. Evento settimanale per 100.000 persone 410 – otto volte superiore alla media nazionale. Gli ospedali del distretto sono sovraffollati. Si avvicina l’utilizzo dei reparti di terapia intensiva, il cambio di colore nel sistema semaforico italiano e quindi il valore delle misure da inasprire.

Le proteste sono scoppiate dai lavoratori portuali, guidati da Stefano Buser – dove è atterrato in una manifestazione in piazza Unità.

(Foto: Luca Tedeschi / imago)

La fama di essere la capitale del “no pass” è un disastro di media entità anche dal punto di vista economico: hotel, ristoranti e negozi lamentano prenotazioni cancellate e ricavi in ​​calo. Il sindaco Roberto DiBiassa ha disposto che la bella piazza dell’Unità d’Italia rimanga chiusa ai comizi fino alla fine dell’anno. Ma non basta, a volte i raduni rompono la serratura.

Espressione di opinione solo sul perimetro

Ora il Viminale si prepara a limitare la libertà di protesta in tutto il Paese, anche in altre città di protesta come Padova e Milano e Roma a Nova: non più marcia per i centri storici, ma solo sit-in lontano dai centri commerciali, feste e sedi sindacali e palazzi del potere. Ciò consentirà ai cittadini di esprimere liberamente le proprie opinioni in pubblico senza violare l’articolo 32, che tratta del diritto fondamentale all’assistenza sanitaria, sancito dall’articolo 21 della Costituzione italiana.

Qual è il sovrappeso: Sezione 21 o Sezione 32? È possibile combinarli anche in caso di epidemia? Gli studi danno un quadro chiaro: solo una minoranza di italiani sostiene chi si oppone alla certificazione, ma lo fa in modo particolarmente forte e talvolta violento. “Ascoltiamo quello che ha da dire il nemico”, scrive il giornale Corriere della sera In una considerazione. “Ma non permetteremo loro di opporsi a coloro che vogliono vivere e lavorare di nuovo”.

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