Novembre 30, 2021

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Proteste scoppiate per l’uso degli abiti dei prigionieri nei campi di concentramento in Italia

I politici e le associazioni ebraiche in Italia hanno risposto con rabbia alle proteste dei manifestanti contro le misure contro l’infezione da virus corona negli abiti dei prigionieri dei campi di prigionia.

Durante le proteste di sabato nella città nord-occidentale di Novara, le persone indossavano lunghe uniformi a righe, come se fossero state deportate nei campi di concentramento nazisti. Alcuni di loro avevano dei numeri, che indicavano l’identità tatuata dei prigionieri della Terza Ascesa.

“Queste sono immagini che non avrei mai pensato di vedere”, ha detto Nomi de Sekni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia (UCEI). Ha scritto in un articolo ospite sull’edizione del lunedì del quotidiano “La Stampa” che tale comportamento è così sciocco e ignorante da essere pericoloso.

“Sono rimasto scioccato da queste persone”

De Seckney ha descritto la protesta come “corruzione intollerabile” e ha respinto ogni tentativo di paragonare l’atto a un’espressione di libertà di espressione. Il ministro della Sanità italiano, Roberto Speranza, è “scioccato dal riferimento ai campi di tortura”.

Anche il sindaco di Novara e politico di destra della Lega Alessandro Connelly ha condannato le proteste. “E’ un peccato confrontare la posizione ideologica sul vaccino o sulla tessera sanitaria con il capitolo più triste della nostra storia e con le persone che sono state deportate, umiliate, torturate e uccise”, ha detto.

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