Gennaio 27, 2022

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L’Italia è preoccupata per la carenza di operatori sanitari

Una quarta ondata di coronavirus ha colpito l’Italia, mettendo sotto pressione gli ospedali. Molti centri sanitari sono stati gravemente colpiti dalla carenza di personale. Alcuni membri del personale sono stati sospesi da marzo, quando la vaccinazione è stata obbligatoria per il personale medico.

Servono test in alternativa al vaccino obbligatorio

Considerando la carenza di personale vulnerabile che si aggrava durante le vacanze di Natale, aumenta la necessità di far tornare al lavoro i paramedici non vaccinati con semplici controlli: test ogni 24 o 48 ore. E’ questo il consiglio di Giambiro Avrucio, presidente dell’Associazione Dirigenti Ospedalieri (ANPO) e capo del Dipartimento di Angiologia dell’Ospedale di Padova.

“Con questa nuova ondata di ricoveri, siamo allo stremo. La situazione paradossale è che l’eliminazione dei colleghi non vaccinati mette ancora più peso sulle persone che devono combattere l’epidemia ogni giorno”, ha affermato.

Nel solo ospedale di Padova sono stati sospesi 200 specialisti non vaccinati. Secondo Avrucio va sospesa la sospensione di chi rifiuta di vaccinarsi. “Con i test adeguati, l’infezione può essere tenuta sotto controllo. Il personale non vaccinato tornerà nei reparti e pulirà la saliva una volta ogni 24 o 48 ore “, ha detto Avrucio.

Francesco Via, primario dell’Ospedale Romano Spallanzani, specializzato in malattie infettive, ha respinto la raccomandazione. “Gli ospedali devono essere sicuri. Se è così per me, allora il vaccino dovrebbe essere presentato alla popolazione generale”, ha detto Via in un’intervista al quotidiano rumeno La Repubblica (edizione di sabato).