Gennaio 27, 2022

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“L’irresistibile fascino della gravità” di Luciano Rizzola

SI buchi neri sono oggetti misteriosi. La teoria della relatività di Einstein prevedeva che la sua gravità fosse così forte che nulla, nemmeno la luce, poteva sfuggirle. Al fascino irresistibile della gravità è dedicato un libro dell’astrofisico Luciano Rizzola. In generale, i buchi neri possono sorgere quando oggetti massicci collassano sotto l’influenza della loro stessa gravità – un’intuizione che dobbiamo a un lavoro di Roger Penrose del 1965, dato 55 anni dopo Premio Nobel per la Fisica. Ora sappiamo che il nostro universo è abitato da molti buchi neri, con masse comprese tra tre e poche decine di masse solari (buchi neri stellari) o tra milioni e miliardi di masse solari (buchi neri supermassicci). Quest’ultimo si trova al centro di quasi tutte le galassie, compresa la nostra, la Via Lattea.

L’autore, professore alla Goethe University di Francoforte dal 2013, è lui stesso coinvolto nella ricerca dei buchi neri. In particolare, è membro dell’Event Horizon Telescope (EHT), un progetto congiunto di istituzioni internazionali volto a fotografare “l’ombra” di un buco nero che si forma quando un oggetto ingerisce radiazioni o quando un alieno è distratto. Si tratta infatti della radiazione radio che viene osservata da otto radiotelescopi distribuiti intorno alla Terra per ottenere la massima risoluzione angolare possibile. La prima immagine nel suo genere – l’ombra del buco nero al centro della galassia ellittica Messier 87 (M87) – è stata rilasciata nell’aprile 2019 e ha fatto colpo sui social media. Fondamentale per il progetto è stato il sostegno finanziario del Consiglio europeo della ricerca, che Rezzolla ha potuto ottenere con i colleghi Heino Falcke (Nijmegen) e Michael Kramer (Bonn) nel 2013.

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Chi si precipita dentro non può più scappare

L’autore di un libro di saggistica su tali argomenti di solito si trova di fronte a un dilemma. Se è troppo facile da leggere, c’è il rischio che il contenuto riguardi più aneddoti regolari sui ricercatori coinvolti piuttosto che sulla scienza reale. Se insiste troppo sull’accuratezza e la completezza, c’è il rischio di ingarbugliarsi in termini tecnici. Fortunatamente per il lettore, Rezzolla riesce a trovare un equilibrio tra questi due estremi. Ha scritto un libro di facile lettura, ma non evita nemmeno di usare formule matematiche, che aiutano davvero. L’autore fornisce non solo un’introduzione competente alle basi del campo, ma anche un’idea di come il lavoro scientifico su questi argomenti altamente complessi può essere svolto nella pratica.


Luciano Rizzola: “L’irresistibile fascino della gravità”. Il viaggio alla scoperta dei buchi neri.
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Foto: CH Beck Verlag


Secondo la teoria di Einstein, la gravità non è altro che una geometria quadridimensionale dello spaziotempo. Questo non è così evidente da nessuna parte come con un buco nero. Ciò corrisponde a una regione priva di materia nello spaziotempo, che è causalmente separata dalle regioni in cui si trovano osservatori esterni. Se un tale osservatore è abbastanza audace da immergersi in un buco nero, è inevitabile, per la semplice ragione che lo spazio interno si comporta come il tempo, e la riflessione nel tempo è semplicemente impossibile. Dietro l’irresistibile fascino della gravità si celano le caratteristiche distintive dello spazio e del tempo.