Dicembre 8, 2021

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Il comitato etico consente per la prima volta in Italia l’eutanasia attiva

Archivio – Il politico e attivista Marco Cappado ha firmato in ottobre un referendum sulla Suprema Corte sull’eutanasia. Foto: Mauro Skrobokna / Lapress via Zuma Press / DPA

Chiave di volta

In Italia, per la prima volta, un uomo gravemente malato ha potuto morire per eutanasia. Un comitato etico di Ancona, nelle Marche, ha concesso i diritti a un uomo che era rimasto completamente paralizzato sotto il collo per dieci anni dopo un incidente stradale.

Il paziente di 43 anni, che si fa chiamare Mario, ha dichiarato mercoledì in una dichiarazione: “Mi sento sollevato e sollevato da tutta l’ansia degli ultimi anni”.

Il socio Luca Cocioni, facendo campagna su altri temi dell’eutanasia e assistendo nella questione legale di quella persona, ha reso pubblica la decisione del comitato etico. È caduta dopo aver indagato sul caso per più di un anno. Occorre ora chiarire nel dettaglio quando e come verrà somministrato il pericoloso farmaco all’ex camionista con assistenza medica.

L’eutanasia attiva e passiva è vietata in Italia. Tuttavia, nel 2019, la Corte Costituzionale ha stabilito che possono esserci eccezioni se ci sono alcuni aspetti: dovrebbe essere chiaro che il paziente non può più essere curato, è dipendente da misure di sopravvivenza, sta vivendo un dolore fisico e mentale insopportabile, ma deve ancora prendere decisioni indipendenti e comprenderne completamente le conseguenze.

Nel Paese cattolico mediterraneo, una petizione online ha recentemente raccolto un milione di firme per legalizzare l’eutanasia. Come previsto dagli attivisti, è attualmente oggetto di indagine se si terrà un referendum su questo tema.

SDA